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Gli insetticidi a base di piretrine estratte dal Tanacetum cinerariifolium offrono un’alternativa sicura ed ecologicamente sana per l’uomo agli insetticidi di sintesi, hanno una bassa tossicità e una breve persistenza ambientale. Le piretrine costituiscono una piccola classe di metaboliti specializzati, forniscono alla pianta un’efficace difesa endogena contro erbivori e patogeni.

 Le proprietà insetticide del piretro sono note nell’Europa occidentale e negli Stati Uniti sin dal 1840, ma è probabile che siano state scoperte nell’Europa orientale già alla fine del XVII secolo. A partire dal XIX secolo i prodotti a base di piretro furono usati principalmente come insetticidi domestici, trovando largo impiego anche per la prevenzione delle malattie trasmesse dagli insetti (ad es. Malaria, febbre gialla), fino ad arrivare all’inizio del XX secolo, periodo nel quale il piretro viene utilizzato in agricoltura come alternativa ai pesticidi agricoli ampiamente utilizzati in quel periodo come arsenico e cianuro, altamente tossici e dannosi per l’ambiente. La ricerca sulle piretrine come componenti attivi del piretro, ha evidenziato e fornito molte conoscenze sulla loro struttura e modalità d’azione portando all’identificazione della struttura completa di sei piretrine presenti in natura e della relativa sintesi nonché lo sviluppo di insetticidi piretroidi sintetici che presentano una maggiore stabilità ambientale e tossicità per gli insetti rispetto alle loro controparti naturali.

A quasi 100 anni dalla loro identificazione iniziale, gli scienziati continuano la ricerca e lo studio sulle piretrine naturali come insetticidi per uso agricolo ritenendoli l’unico mezzo di contenimento sostenibile degli insetti dannosi alle colture agrarie in associazione a metodi di rilievo e monitoraggio. Questa continua ricerca è anche finalizzata alle potenziali conseguenze indesiderate dell’alta stabilità del piretroide che potrebbe essere indotta da variabili ambientali, essendo stati inizialmente sintetizzati per  risolvere il problema della fotodegradazione rapida della piretrina. Mentre le piretrine naturali presentano emivite da 2 ore a 2 giorni in ambienti agricoli, i piretroidi sintetici presentano emivite di settimane o mesi. Le conseguenze della più ampia persistenza ambientale dei piretroidi di sintesi sono il danno ambientale e lo sviluppo della resistenza nei parassiti agricoli e nei vettori delle malattie delle piante. Gli orientamenti governativi e la politiche degli ultimi anni hanno portato ad una forte riduzione dell’utilizzo dei piretroidi di sintesi, grazie anche alla disponibilità in commercio di prodotti validi e sicuri.


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