I microrganismi del suolo

I microrganismi del suolo possono essere considerati come fornitori chiave di numerosi processi essenziali per il completamento di cicli biologici, sono alla base della produttività e della salute del suolo a lungo termine, svolgendo ruoli importanti anche nella nutrizione garantendo il benessere umano. La maggior parte vive nella rizosfera, un ecosistema complesso e dinamico che ospita un elevato numero di comunità microbiche che promuovono la crescita delle piante, inclusi i funghi micorrizici arbuscolari e i loro batteri associati, che interagiscono positivamente con le radici delle piante. I funghi micorrizici arbuscolari stabiliscono simbiosi mutualistiche con le radici di circa l’80% delle piante terrestri, comprese le colture alimentari più importanti, come grano, mais, riso, soia, fagioli, trifoglio, erba medica, alberi da frutta, verdure, erbe e piante medicinali e specie economicamente importanti, come girasole, canna da zucchero, cotone, tabacco, caffè, tè, gomma e manioca. In cambio di carbonio vegetale (fino al 20%), le micorrize trasferiscono i nutrienti minerali del suolo, come fosforo (P), azoto (N), zolfo (S), potassio (K), calcio (Ca), rame (Cu), e zinco (Zn), dal suolo alla pianta ospite, per mezzo di una sottile rete di ife extraradiche che crescono dalle radici micorriziche nel terreno circostante. Oltre alla nutrizione minerale, le micorrize offrono altri vantaggi, migliorando la tolleranza delle piante agli stress biotici e abiotici, come funghi patogeni, salinità e siccità, riducendo così la necessità di fertilizzanti chimici e pesticidi. E’ necessario prendere in considerazione il benessere del suolo come pratica primaria per lo sviluppo delle coltivazioni ancor prima della scelta varietale o dell’indirizzo produttivo di un’azienda. Un buon tecnico conosce e presta attenzione alle dinamiche del suolo, non solo in funzione di una corretta applicazione delle proprie conoscenze ma soprattutto per la stessa disciplina che impone ad un agronomo di preservare milioni di anni di evoluzione. Anche la comunità scientifica ha agevolato l’impoverimento su larga scala dei terreni agricoli complice l’industria del chimico, con la tragica conseguenza che il 75% dei terreni agricoli risultano impoveriti e spesso privi di vita. Per tali motivi è fondamentale un cambio di pensiero, stabilire decisamente un cambio di rotta, considerare il terreno come punto di partenza, stimolare le aziende a produrre nutrienti per il terreno. Inoculare un terreno è il più grande atto primordiale che l’uomo può fare.

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