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Artiglio del diavolo: cos’è, proprietà e modo d’uso

Un antinfiammatorio naturale

L’Harpagophytum procumbens D.C., comunemente detto Artiglio del Diavolo, è un pianta rampicante appartenente alla famiglia delle Pedaliacee. “Artiglio del diavolo” è un nome che non ispira subito fiducia, eppure è un ottimo rimedio per dolori causati da un’infiammazione[1]. Le iniziali dopo il nome latino della specie si riferiscono al nome del botanico che la scoprì e studiò per la prima volta: Pyramus Augustin De Candolle.

Perché si chiama così?

L’Harpagophytum procumbens presenta un caratteristico frutto legnoso dotato di uncini robusti che possono raggiungere i due metri di altezza. Molto spesso gli animali camminando sopra tali uncini si feriscono reagendo con movimenti simili a una danza “indiavolata”; da questo si pensa derivi il nome Artiglio del diavolo.

Dove si trova?

L’Artiglio del diavolo si trova nelle regioni sud-africane. Viene principalmente usato dai boscimani, Khoekhoe (pastori nomadi indigeni) e dalla civiltà Bantu. Ad oggi la pianta viene esportata principalmente dalla Namibia. Purtroppo però solo le radici sono utilizzate ed esportate, mentre la pianta intera viene spesso distrutta durante la raccolta.

A cosa serve?

I nativi africani utilizzavano l’artiglio del diavolo  come rimedio per vari malesseri[3], come per esempio febbre e dolori muscolari.

Oggi è un rimedio molto diffuso per alleviare dolori e infiammazioni dovute a:

  • tendiniti;
  • artriti;
  • mal di testa;
  • mal di schiena;
  • dolori alla cervicale;
  • contusioni.

Questo è possibile grazie alla presenza di particolari componenti, tra cui per esempio l’arpagoside[4], presenti nelle escrescenze laterali della radice. Queste ultime, infatti, vengono raccolte, tagliate a spicchi ed essiccate per potere essere utilizzate nelle varie formulazioni in commercio. Nonostante il meccanismo d’azione sia ancora incerto, diversi studi in vitro hanno dimostrato come l’artiglio del diavolo riesca a bloccare un enzima coinvolto nei processi infiammatori[5].

 

Recentemente è stata studiata la sua efficacia nel trattamento dell’ipertensione[6]. Sarebbe infatti in grado di ridurre la pressione arteriosa e i battiti cardiaci. Infine, se assunto per via orale, stimola la digestione e l’appetito grazie alla produzione di succhi gastrici.

Quali sono le formulazioni in commercio e la loro posologia?

In commercio possiamo trovare:

  • preparati a uso topico come creme e gel;
  • preparazioni orali (capsule, tinture madre, tisane).

Le dosi  giornaliere approvate dalla Comunità europea  sono:

  • 0,6-1,5g di estratto secco per stimolare l’appetito;
  • 0,6-4,5 g di estratto secco per disturbi digestivi (difficoltà digestive, flatulenza);
  • 0,6-7,5 g di estratto secco per dolori articolari.

Per quanto riguarda i dolori articolari si consiglia un trattamento di circa 3 mesi per potere vedere degli effetti benefici [7]. Molto spesso l’artiglio del diavolo è abbinato ad altri estratti secchi con azione lenitiva e antinfiammatoria (arnica, olmaria ecc..) o a componenti utili per la  struttura e l’elasticità della cartilagine (ad esempio glucosamina e condroitin-solfato).

Ci sono controindicazioni?

Preparazioni a base di artiglio del diavolo non devono essere utilizzate in pazienti che assumono farmaci antiaritmici o anti-coagulanti e in donne in gravidanza. La tossicità è molto bassa. Un suo utilizzo potrebbe causare lievi disturbi gastrointestinali perché stimola la secrezione di succhi gastrici. Si raccomanda di non assumere l’artiglio del diavolo per via orale in associazione con altri farmaci antinfiammatori perché potrebbe amplificarne gli effetti.

Referenze

  1. Fitoterapia per il farmacista. Piergiorgio Chiereghini.
  2. Devil’s Claw—A review of the ethnobotany, phytochemistry and biological activity of Harpagophytum procumbens.
  3. A review of the biological and potential therapeutic actions of Harpagophytum procumbens.
  4. Devil’s claw (Harpagophytum procumbens) and chronic inflammatory diseases: A concise overview on preclical and clinical data.
  5. Harpagophytum procumbens suppresses lipopolysaccharide-stimulated expressions of cyclooxygenase-2 and inducible nitric oxide synthase in fibroblast cell line L929
  6. A drug used in traditional medicine: Harpagophytum procumbens DC II. Cardiovascular activity.
  7. Assessment report on Harpagophytum procumbens DC.
    and/or Harpagophytum zeheyri Decne., radix. European medicines agency.

Fonte: Biopills