• Pseudomonas Savastanoi
  • Ordine: Pseudomonadales
  • Famiglia: Pseudomonadaceae

Identificazione e sintomi

Lo Pseudomonas savastanoi è responsabile di una batteriosi che si manifesta soprattutto sui rametti più giovani, ma anche su branche e fusti. I sintomi si manifestano come piccole escrescenze tumorali, più o meno tondeggianti, a superficie corrugata e, a volte, fessurata; questi tumori possono raggiungere anche alcuni centimetri di diametro. Il batterio può colpire, inoltre, anche le foglie, i frutti e le radici; sui frutti si manifestano delle deformazioni, oppure delle maculature, di qualche mm di diametro, in corrispondenza delle lenticelle. Quando l’attacco interessa gli apparati radicali, gli esiti della malattia sono generalmente più gravi.

 


Ciclo biologico ed epidemiologia

Il batterio penetra attraverso lesioni causate dalla grandine, dal vento, dalle basse temperature o in seguito pratiche colturali come la potatura e la raccolta dei frutti (abbacchiatura); inoltre possono essere importanti le lesioni provocate da alcuni fitofagi. Il batterio può essere trasmesso direttamente ai frutti dalla punture di ovideposizione del Dacus Oleae.

Il batterio può diffondersi all’interno delle piante con il flusso linfatico, originando nuove formazioni tumorali. Il periodo di incubazione varia da 30 giorni a qualche mese, a seconda delle condizioni ambientali; le infezioni sono favorite da temperature miti e da umidità elevata. La diffusione nell’ambiente è favorita dalle piogge e dalle nebbie.


Lotta

La lotta contro lo Pseudomonas savastanoi è di tipo preventivo agronomico; essa si avvale di pratiche colturali che tendono ad evitare il contagio dell’infezione e la sua diffusione. In modo particolare ricordiamo:

  • potature di rimonda e distruzione dei rami infetti; gli strumenti da taglio devono essere perfettamente disinfettati per evitare di trasmettere la malattia;
  • protezione delle ferite, di qualsiasi genere, con sali di rame;
  • evitare la raccolta mediante abbacchiatura;
  • utilizzare materiale di propagazione (innesto) sano;
  • scegliere, per i nuovi impianti, varietà meno sensibili alla malattia;
  • attuare una precisa lotta al Dacus Oleae, vettore del batterio, e ad altri fitofagi specialmente se lignicoli;
  • su infezioni che interessano grossi rami o branche si interviene con pratiche dendrochirurgiche (slupatura) tese ad eliminare fisicamente gli ammassi tumorali in fase di disgregazione e parte del legno interessato dalla patologia, con successiva abbondante disinfezione della ferita.