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  • Bremia Lactucae
  • Divisione: Eumycota
  • Sott. Div.: Mastigomycotina
  • Classe: Oomycetes

identificazione e sintomi

La Bremia Lactucae attacca varie specie di Composite coltivate e spontanee, specialmente in corrispondenza di periodi piovosi e freddi, sia in pieno campo sia in tunnel freddi. La malattia si manifesta sulle foglie, iniziando generalmente da quelle basali. I sintomi sono costituiti da chiazze giallognole, delimitati dalle nervature, in varie parti della pagina fogliare; queste aree sono soggette a disseccamento, quindi imbruniscono e subiscono marcescenza. In condizioni di elevata umidità, in corrispondenza delle macchie e sulla pagina inferiore, si forma una muffetta bianca, di aspetto granuloso, quasi polverulento. La malattia colpisce, generalmente, le foglie più esterne; tuttavia in certi casi essa può colpire anche il cuore del cespo di lattuga, determinando la perdita del prodotto.


ciclo biologico ed epidemiologia

La Bremia Lactucae supera i periodi sfavorevoli prevalentemente sotto forma di micelio, dentro i tessuti delle piante infette; tuttavia, ma meno frequentemente, può conservarsi anche come oospora. Gli elementi infettanti sono i conidi. Questi normalmente funzionano come zoosporangi, liberando le zoospore; tuttavia, a volte, possono germinare direttamente, penetrando nei tessuti dell’ospite attraverso gli stomi. All’interno dell’ospite il patogeno trascorre un periodo di incubazione di circa 1-2 settimane, a seconda della temperatura ed in presenza di elevata umidità; terminato questo periodo fuoriescono i conidiofori, responsabili della caratteristica muffetta bianca, che diffondono la malattia.


lotta

La lotta contro la Bremia Lactucae è di tipo chimico e si avvale di alcune pratiche agronomiche. Le pratiche agronomiche hanno lo scopo di prevenire l’infezione cercando di evitare i ristagni idrici e, nelle coltivazioni protette, di ridurre l’elevata umidità dell’aria; buona norma, specialmente nelle coltivazioni protette, allo scopo di arieggiare le colture, è la pratica del diradamento. Inoltre è importante, nei terreni pesanti, mantenere una buona distanza tra le piante. Nelle giornate più calde arieggiare i tunnel per togliere l’umidità stagnante. La lotta chimica si effettua sia nei semenzai, con trattamenti alla vegetazione, sia in pieno campo, con cadenze più lunghe, a seconda delle diverse condizioni epidemiologiche.